Uscito il report 2018 dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sull’inquinamento dell’aria e cambiamenti climatici.

Firenze seconda città metropolitana per numero di sforamenti su ossidi di azoto

Il report ISPRA 2018 colloca Firenze appena dopo Torino ed al pari di Milano fra le maggiori città italiane che sforano come media annuale il valore limite di quaranta micro-grammi per metro cubo per quanto riguardo il biossido di azoto con un ragguardevole 64 µg/m3.

Firenze dunque seconda città metropolitana dopo Torino e a pari merito con Milano per numero di sforamenti su ossidi di azoto (che ricordiamo essere prodotti da traffico veicolare ma anche industria). Purtroppo è un gran brutta notizia considerato che la comunità scientifica internazionale concorda sugli effetti devastanti di elevate concentrazioni medie di ossidi di azoto per la salute dell’uomo.

Inquinamento dell’aria e cambiamenti climatici

E per i particolati? La stagione attuale si presenta particolarmente drammatica anche a causa dei cambiamenti climatici ed in particolare per il susseguirsi di fenomeni di nebbia persistente. Le previsioni meteorologiche di nebbia diffusa al centro-nord Italia si sono avverate e tutto ciò ha comportato che le stesse zone in cui è comparsa la nebbia le nostre centraline hanno misurato valori particolarmente alti. Ricordiamo che le giornate di nebbia sono le più esemplificative dell’aria che respiriamo d’inverno in quanto il particolato viene trattenuto e sospeso “in aria” mentre con altri fenomeni atmosferici come vento o pioggia viene disperso o dilavato nel terreno (ma questo, ahimè non vuol dire che non sia prodotto).

Questo vale soprattutto per Il pm2.5 dato che le nebbie si formano nelle stesse condizioni atmosferiche (es. assenza di vento, inversione termica al suolo) che determinano accumulo di inquinanti in atmosfera mentre per quanto riguarda il pm10 prolungati giorni di nebbie tendono a determinare alla lunga un abbassamento nelle concentrazioni. La nostra rete di centraline, pur partendo, dalla zona di Firenze Nord come costituzione iniziale, si rivela uno strumento utile per monitorare lo stato di salute dell’aria di un’area urbana anche quando (come nel caso di Venezia) sono poche ad essere posizionate e questo ci convince ancor di più nell’utilità di estenderla più possibile confidando nella sensibilità di attivisti e cittadini direttamente coinvolti dal problema inquinamento atmosferico.

Dunque se volete vedere cosa respiriamo normalmente osservate i valori delle nostre centraline nelle prime giornate di nebbia e convincetevi definitivamente sulla necessità di mobilitarsi individualmente e collettivamente su questa che è la vera emergenza ambientale e sanitaria del nuovo millennio magari adottando una nostra centralina…