Prima la sirena, seguita da un lungo silenzio e poi da un forte BOOM… e infine una grande NUBE DI POLVERE, che si è alzata intorno alle macerie del Ponte Morandi per spostarsi lungo le strade e i palazzi di Genova.

Ed ecco un primo veloce report di quello che le centraline di “Che Aria Tira?” del nodo genovese (in collaborazione con l’Ecoistituto RE-GE e il coordinamento Rinascimento Genova) hanno registrato subito prima, durante e subito dopo l’esplosione del Ponte Morandi: http://www.cheariatira.it/genova/.

Le centraline dopo cinque minuti dall’esplosione hanno registrato il passaggio rapido delle polveri, poi alle 9:20 il vento ha girato da sud sud ovest, portando le polveri verso monte lungo il fianco della collina. I valori registrati dalle centraline alle 10:16 sembrano essere ritornati ai valori ante esplosione, che comunque in questi giorni erano mediamente più alti rispetto alla media oraria delle settimane scorse.

Ma guardiamo i dati nel dettaglio:

– “Argine Polcevera 1” ha registrato i valori più bassi con massimi di PM 2.5 di 28 e PM 10 di 39 microgrammi per metro cubo.

– I picchi massimi di concentrazione invece si sono registrati nelle centraline “RISTORI1” con PM 10 e PM 2.5 rispettivamente a 769 e 172 microgrammi per metro cubo e “Canepari” con PM 10 e PM 2.5 rispettivamente a 276 e 82 microgrammi per metro cubo.

– “RISTORI1” ha registrato una media oraria di PM 10 importante, pari a 71,78 microgrammi per metro cubo, collocando la centralina nella zona “nera”, mentre “Canepari” ha registrato concentrazioni pari 45,66 microgrammi per metro cubo di PM 10 , restando poco al di sotto del limite giornaliero imposto per legge.

– Per quanto riguarda il PM 2.5 invece tutte e 4 le centraline hanno registrato aumenti importanti sulle medie orarie rispetto alle ore precedenti e rispetto ai giorni precedenti.

– tutti questi dati sono stati registrati da centraline presenti in corrispondenza di civiche abitazioni.

Un primo commento sulle implicazioni per la salute degli abitanti da parte del Professor Annibale Biggeri, ordinario di Statistica Medica, Università di Firenze e Presidente di Epidemiologia e Prevenzione, Impresa Sociale, partner di “Che Aria Tira?”: nel caso della nube di polveri respirabili generata dalla demolizione del ponte Morandi sarebbe utile ai fini della sorveglianza epidemiologica avere una caratterizzazione chimica delle polveri e un monitoraggio degli eventi sanitari nelle popolazioni più esposte. L’episodio contribuisce all’impatto dell’inquinamento urbano sia in termini di effetti a breve termine che a lungo termine, ma anche il picco acuto di esposizione costituisce un elemento di pericolosità aggiuntivo in particolare per i sottogruppi di popolazione più fragili, come i bambini e le persone con patologie croniche.

Maggiori aggiornamenti e report dettagliati seguiranno nelle prossime ore.

Ricordiamo che le centraline ufficiali sono state accese solo 15 minuti dopo l’esplosione, scelta che renderà impossibile vedere i veri picchi di polveri sottili e ultra-sottili e che inficia anche la media oraria legata all’esplosione.

Grazie al nodo genovese di “Che Aria Tira?” per fortuna 4 centraline erano state posizionate intorno al Ponte Morandi già da qualche settimana. Queste centraline hanno registrato in tempo reale e in modo continuativo la concentrazione di polveri, permettendo cosi di monitorare la qualità dell’aria prima, durante e dopo l’esplosione.

Con il passare delle ore inoltre i dati prodotti dalle centraline permetteranno di poter fare un paragone con le ore e i giorni precedenti e seguire l’evolversi della situazione, monitorando eventuali risospensione della polvere diffusa dall’esplosione.

Stay tuned e seguiteci su:
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https://demolizionemorandi.biostatistica.net/