La demolizione del Ponte di Genova ha portato alla ribalta nazionale le centraline di CHE ARIA TIRA che hanno, fra i vari punti di forza, la capacità di rilevare istantaneamente i particolati atmosferici di diametro 2,4 e 10 µm.

Esplode il ponte di Genova la mattina del 28 giugno 2019 e le centraline genovesi di CHE ARIA TIRA, in particolare quella di Ristori-Rivarolo (sotto-vento) registrano picchi significativi di aumento delle polveri la cui dispersione è stata comunque mitigata dall’utilizzo di quantità di esplosivo la più modesta possibile e al contempo l’utilizzo di potenti cannoni d’acqua che hanno cercato di intercettare le polveri e farle cadere a Terra.

Certo come commentato a caldo da parte del Professor Annibale Biggeri, ordinario di Statistica Medica, Università di Firenze e Presidente di Epidemiologia e Prevenzione, Impresa Sociale…

“nel caso della nube di polveri respirabili generata dalla demolizione del ponte Morandi sarebbe utile ai fini della sorveglianza epidemiologica avere una caratterizzazione chimica delle polveri e un monitoraggio degli eventi sanitari nelle popolazioni più esposte; l’episodio contribuisce all’impatto dell’inquinamento urbano sia in termini di effetti a breve termine che a lungo termine, ma anche il picco acuto di esposizione costituisce un elemento di pericolosità aggiuntivo in particolare per i sottogruppi di popolazione più fragili, come i bambini e le persone con patologie croniche”

Quello di cui siamo fieri è di aver dato supporto ai tanti comitati locali preoccupati per la propria salute e di quella del proprio territorio ma anche di avere avuto ribalta nazionale (telegiornali televisivi nazionali compresi) e poter così sottolineare uno dei punti-forza del nostro progetto di monitoraggio dell’aria ovvero la capacità dei rilevamenti istantanei.

A livello macroscopico territoriale è stata la demolizione del ponte di Genova a mettere in risalto la capacità di monitoraggio istantaneo delle nostre centraline ma in passato ci sono stati altri eventi come i fuochi di fine anno oppure l’incendio di un autobus. A livello di condizioni micro-climatiche locali, teniamo a ribadire, che le nostre centraline possano essere utili a far capire l’impatto di alcune abitudini anche individuali: fai un bel barbecue e la nostra centralina è sottovento? Tiri una bella boccata di sigaretta e poi espiri in direzione di una nostra centralina? Provare per vedere la capacità istantanea di monitoraggio delle nostre centraline: capaci così di sottolineare l’impatto di eventi significativi ed addirittura di portata storica così come far prendere consapevolezza sull’effetto di gesti quotidiani.