Workshop con gli studenti di Carrara per predisporre l’installazione di una centralina alla Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte.

Via Tacca Carrara, Pianeta Terra, Galassia arti improbabili in azione: potremmo essere in qualsiasi accademia od istituto di formazione ma siamo nella città apparentemente meno tecnologica e più anarchica che possiate immaginare ed allora la missione si fa interessante. Già, la missione è installare una centralina di monitoraggio dell’aria ed in particolare dei particolati atmosferici di dimensione 2.5 e 10 micrometri (milionesimi di metro) attraverso uno workshop promosso in ambito accademico e che alla fine vede la partecipazione di dodici studenti ed un paio di cittadini di Carrara e zone limitrofe.

Il workshop comincia ancor prima del suo inizio (?) incontrando un cittadino di Carrara al quale viene consegnata una centralina tarata (poi spiegheremo cosa vuol dire) che ben presto la installerà in città popolando il nostro database geografico dell’avamposto più a nord-ovest possibile della Toscana (un altro cittadino di un’associazione di Lerici parteciperà al laboratorio nell’intento sempre di installare una centralina di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico). Svolti i convenevoli formali e burocratici e salutato il collaborativo personale dell’Accademia inizia il dibattito con interventi che spiegano il carattere Open del progetto, le motivazioni socio-sanitarie (a cominciare dalle oltre ottantamila morti che si registrano ogni anno in Italia attribuibili con certezza all’inquinamento atmosferico) ed alcune scelte tecnologiche spiegate per essere capite anche da un pubblico che non ha competenze ingegneristiche o matematiche.

Si aprono le danze della sessione tecnico-pratica del laboratorio e dunque trapani, lime, distributori di colla a caldo  e cacciaviti vari vengono gestiti con inaspettata maestria dagli studenti che in poche decine di minuti riescono a montare ben sei centraline di monitoraggio assemblando correttamente connettori, sensori, componenti raspberry, eccetera.

Viene studiato anche la possibile localizzazione della centralina individuando la base esterna della porta finestra del primo piano come la location più adatta: non sarà facile studiare un alloggio a prova di caduta anche se sottoposto ad intemperie e venti forti – magari approfittando del supporto porta-bandiera; predisporre l’alimentazione protetta da pioggia del trasformatore della centralina – magari approfittando del case di allarme e cavi elettrici adiacenti ma in effetti sembra essere la scelta migliore visto che l’altezza a circa cinque metri dal livello del suolo rientra nelle altezze consigliare per installare le centraline (non ad altezza terra che risentirebbero dell’inquinamento automobilistico e non troppo in alto dove si disperdono gli inquinanti).

Gli studenti vengono anche invitati a personalizzare la centralina auto-costruita con un tag personalizzato (siamo o non siamo in una Accademia di Belle Arti?) da disegnare sul coperchio ed i risultati sono stilisticamente molto vari e tutti apprezzati.

Per finire si raccoglie tutto il materiale di scarto e lo si smaltisce nei contenitori da poco inaugurati per la raccolta differenziata.

Che dire? Noi di CHE ARIA TIRA siamo stati molto soddisfatti nell’aver interagito con un’istituzione, una cittadinanza ma soprattutto con studenti molto attenti e sensibili alle problematiche ambientali: speriamo (ma ci è sinceramente sembrato così) che anche gli studenti abbiano gradito l’intervento. Questo è peraltro solo il primo passo: ora le centraline vanno in taratura ovvero queste centraline low-cost vengono affiancate ad altre professionali e costose per qualche settimana per verificarne il corretto funzionamento, dopodiché rimane la questione dell’installazione della centralina (non banale) e la sua configurazione (operazione semplice ma articolata) per poter poi seguire l’andamento della qualità dell’aria in quel di Carrara, affascinante cittadina della Toscana che salutiamo con simpatia e riconoscenza e alla quale auguriamo la miglior “aria” possibile (che la forza, ops, l’indicatore verde sia con tutte/i voi!!!).